Il Ticino: una valle con un talento di cioccolato  
Il caso della Valle di Blenio dove fu attiva una delle più grandi fabbriche di cioccolato: la Cima Norma.




Anche la storia del Ticino è strettamente legata al cioccolato. Si racconta che un cuoco di Campo Blenio, nel Ticino, un certo Bianchini, al servizio della corte di Spagna a Milano nel Seicento apprese lavorazione del cacao. Da qui sarebbe nata la tradizione dei cioccolatieri ticinesi, che, da allora, si dedicarono alla fabbricazione del cioccolato, prima come emigranti in Europa e poi impiantando floride aziende in Ticino e in tutta la Svizzera (Biblioteca Cantonale di Bellinzona).

La documentazione attualmente disponibile non permette agli storici di spiegare perché i cioccolatieri provenissero proprio dalla Valle del Blenio, ma pare certo che qui si concentrasse il maggior numero di professionisti. I nomi sono già conosciuti da tempo e sono tipicamente bleniesi: Cima, De Giorgi, Buzzi, Giroldi.

I cioccolatai bleniesi, dalla prima metà del Settecento, crearono in tutta Europa una fitta rete di botteghe con impronta familiare e con una propria rete di produzione-distribuzione. Il cioccolato in Ticino non fu, dunque, importante solamente per i suoi aspetti economici, ma anche per la sua capacità sociale di riscatto per quanti da sempre erano costretti all'emigrazione.

Verso la fine del Settecento il talento ticinese per il cioccolato conquista anche Torino, dove il cioccolatiere di Olivone Carlo Emma tiene bottega e diventa il fornitore esclusivo della Real Casa Sabauda.
Nel 1853, 119 sono i cioccolatieri ticinesi attivi in Lombardia, tra cui spiccano i nomi dei De Giorgi, Buzzi, e Giroldi, tutti provenienti essenzialmente dall'alta e media valle del Blenio, dai comuni di Torre e Aquila. La storia dei cioccolatieri bleniesi ha tra i suoi protagonisti anche i Cima, con aziende a Nizza e a Milano, e i Maestrani, che a San Gallo fondarono una delle prime fabbriche svizzere di cioccolata, tuttora attiva.

Nei primi del '900 l'arte dei maestri cioccolatieri ticinesi si riconcilia con la propria terra di origine. Il caso della Cima Norma ne è testimone. Si tratta di una fabbrica creata da ex cioccolatai e artigiani riusciti a ricreare una tradizione artigianale trasformandola in produzione industriale. I cioccolatieri ticinesi seppero riportare in valle saperi e tradizioni antiche adattandoli alle nuove necessità che il mercato industriale del cioccolato imponeva. È curioso sapere che in una piccola valle come quella di Blenio sia nato un commercio che coinvolse tutta la Svizzera. Infatti, nel dopoguerra gli affari si svilupparono al punto che alla Cima si riuscivano a produrre 1500 tonnellate di cioccolata ed impiegare 350 operai. Di questi, molti abitavano in valle, mentre altri provenivano da Biasca, Bellinzona e addirittura Lugano.

Il Ticino fu dunque il primo testimone di una realtà industriale che da li a poco avrebbe fatto della Svizzera la patria del cioccolato.
Oggi la tradizione cioccolatiera ticinese continua ancora con aziende come la Chocolat Stella Sa di Giubiasco e la Chocolat Alprose di Caslano, sulle sponde del lago di Lugano, alla quale si deve anche l'apertura del Museo del Cioccolato che racconta la storia del cacao dalle sue origini e il suo arrivo fino in Svizzera.

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